lunedì 25 maggio 2009

Poiesis 2009, Fabriano 22-23-24 Maggio

Venerdì 22
Giochi di luce in Piazza del ComuneChe cosa mi impedisce di sognare, proiezioni di Paolo Buroni
Casi Ciclici, Max Gazzè in concerto

Sabato 23
Il bacio, A. RodinParole di strada, Ivan in "Il verso più lungo del mondo"

Il miglior fabbro, interpretazione di Michele Placido

Domenica 24

Ti bagnerò la fronte come un cane, ti asciugerò la fonte con un bacio, F. Bosso e A. Salis live
La notte che il mare svanisce, acqua e fuoco per le fontane danzanti

lunedì 20 aprile 2009

In sospensione

Sono riva di un fiume in piena.
Senza fine mi copri e scopri
come fossi un'altalena.
Dondolando sui miei fianchi
bianchi e stanchi, come te - che insegui me.
Scivolando tra i miei passi
sono sassi dentro te – dentro me
se non sei tu a muoverli.
Come fossi niente
Come fossi acqua dentro acqua.
C'è stato un giorno, nelle due ultime settimane, in cui mi si è aperto un mondo. Ascoltando il monologo "disperato" di un mio amico, ho capito che Fiorella Mannoia quando cantava "siamo così, dolcemente complicate...", cercava solo di nascondere la verità o per lo meno di alleviarla. Sì, saremo anche complicate...ma siamo anche tanto imbecilli. Pensiamo che la solidarietà femminile sia tutto, che se hai un problema con il tuo ragazzo, devi assolutamente parlarne con la tua migliore amica perchè lui, naturalmente, non può capirti. E invece ti basta ascoltare per una volta l'altra metà del mondo, l'altro aspetto della stessa storia, per capire quanto siamo noi a non capire mai niente e come si potrebbero risolvere il 90% dei nostri problemi, semplicemente parlandone con loro. Partiamo dal presupposto che quello che accade a noi è unico, che è una cosa solo nostra perchè loro, una storia, la vivono molto più semplicemente. No. Loro soffrono e provano le nostre stesse emozioni, ma il nostro egocentrismo ci fodera gli occhi e ci porta solo più lontano da dove in realtà vorremmo andare. Abbiamo questa innata capacità ad incasinarci la vita, a rendere una scemenza una catastrofe e a lasciare che i pensieri ci sovrastino anche quel minimo di razionalità che ci è rimasto. Prima o poi ci andrà in fumo questo dannato cervello! Basterebbe aprire la bocca e farle fluire fuori queste milioni di parole che ci comprimono la testa. Basterebbe farle fluire e indirizzarle verso la persona giusta e non disperderle con chi non c'entra niente o soffocarle con un "NIENTE" continuo. Se solo per una volta ci sforzassimo di guardare oltre la nostra ottusaggine, ci renderemmo conto che non è vero che non ci capiscono: loro sanno di noi più di quanto osiamo immaginare. Ecco cosa vuol dire averli al nostro fianco.

giovedì 26 marzo 2009

Briciole di un libro...

"A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria, come una poesia.
Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore.
Ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona by heart, a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronozzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perchè vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alternarsi un po'. Perchè non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere altro da sè. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perchè come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Per questo entrare intimamente in relazione con una persona è importante, perchè diventa un viaggio conoscitivo esistenziale."

"Giovedì. Oggi faccio finta di non accorgermi di te e non ti guarderò finchè non scenderò dal tram. Mi piace farti attendere. Chissà come mi immagini. Chissà da vicino, nei tuoi occhi, come mi vedrei. Vorrei evaporare in mille bollicine e ricompormi sul vetro dietro di te, dove l'altro giorno ho visto la tua immagine e la mia riflesse. Vorrei essere la stessa immagine di me che l'altro giorno non ho riconosciuto. Tu l'abisso tra ciò che mi sento e ciò che stavo diventando. Prima di come sono adesso non ti avrei mai visto. Tu sei l'incontro fra me e noi. Forse in qualche modo ti aspetto. In qualche mondo ti ho aspettato. Ti aspetterò."

Il giorno in più, Fabio Volo

mercoledì 4 marzo 2009

Quando anche la natura sorride

Signori e signore,
ecco a voi il Panda Rosso!
E a pensare che c'è ancora chi non si stupisce per le meraviglie che la natura ci regala...