martedì 29 maggio 2012
giovedì 24 maggio 2012
E all'improvviso capisci...più o meno.
Così, di punto in bianco, ecco la soluzione: non sono io ad essere sbagliata!
Uno si arrovella il cervello per ore...o giorni...cercando di capire quale sia il modus operandi più giusto ed opportuno da utilizzare. Poi, una sera, ecco svelato l'arcano: la natura ha voluto che esistesse il primo caso di Dr. Jekyll e Mr. Hide che convivono nella stessa persona CONTEMPORANEAMENTE. Ma non prima l'uno e poi l'altro. Secondo me escono fuori insieme! Ed io, povera anima stupida ed ingenua, ho avuto la fortuna (o sfortuna?) di incontrare e toccare con mano questo fenomeno. Che stregoneria è mai questa??!!!
Presa coscienza di ciò, me ne starò lì seduta ad aspettare che uno dei due se ne vada. Non importa se a restare sia Jekyll o Hide. L'importante è che ne resti uno solo. Poi, capirlo oppure no, accettarlo oppure no, è un'altra storia.
Intanto, pazientemente e con il cervello sgombro da stupide ed infondate paranoie, metterò la musichetta di attesa sperando nel verificarsi di questo stranissimo scherzo della natura.
domenica 20 maggio 2012
domenica 6 maggio 2012
Sbagliata.
Incompresa. Fraintesa. Sospesa. A penzoloni tra ciò che è moralmente giusto e ciò che, secondo me lo è, e poi risulta il contrario. Dosare. Ragionare troppo e scoprire comunque di aver ragionato male. Non calcolare abbastanza. Perchè calcolare? Perchè contare prima di parlare? Perchè non lasciare il mondo come sta? Lasciare che le cose escano così come vogliono. Mi muovo in punta di piedi. Non posso fare altrimenti! Troppi cristalli...e se poi si rompono? Faccio respiri profondi e ricalcolo: magari così è meglio. Poi invece è sempre sbagliato. Sempre. E sono stufa di sentirmi erroneamente sbagliata. E fraintesa. E incompresa. Vorrei camminare a passi svelti. Vorrei correre, urtare, forse rompere. Sono fatta così! Perchè non posso esserlo sempre?!
sabato 28 aprile 2012
giovedì 26 aprile 2012
venerdì 20 aprile 2012
Digressione sulle donne
A volte mi chiedo quanto di quello che realmente siamo, appare agli occhi degli altri.
Donne come angeli...donne come farfalle. Siamo come i papaveri quando devono ancora sbocciare. Generalizzano dicendoci "Siete tutte uguali". Dateci spazio. Dateci fiducia. Siamo qui per smentirvi. Siamo bambine. A qualsiasi età ci conosci, noi siamo comunque bambine. Facciamo i capricci e se non otteniamo quello che vogliamo, mettiamo il broncio.
Viviamo di libri...di poesie...di film d'amore. Vorremmo vivere in un film d'amore. Atteggiarci a prime donne. Ma se non abiti a Manhattan e se non reciti dentro Sex & The City, allora è solo tempo sprecato. Non sappiamo quello che vogliamo. Tutto e subito. Tutto e tutto. Tutto e niente. Parliamo, parliamo tanto. Se ci dai confidenza siamo un fiume in piena! Sappiamo di cosa parliamo?! A volte no, ma ci piace farlo lo stesso per vedere la reazione degli altri. Vogliamo essere corteggiate. Se ci corteggi troppo ci stanchiamo. Ci innamoriamo sempre del ragazzo sbagliato, almeno una volta nella vita. Siamo "dolcemente complicate" per renderla soft...Abbiamo la testa piena di ingranaggi. Basta un niente e questi cominciano a girare girare girare. Non sappiamo gestire l'ansia. Tanto meno le nostre emozioni. Siamo cervello. Tanto cervello. Ma siamo anche tanto cuore. Forse è peggio quando siamo in modalità-cuore. Siamo rose. Siamo belle, profumate, affascinanti. Ma abbiamo le spine. Tante spine. Vengono fuori come niente. Pungiamo. Tante volte in una vita. Pungiamo sempre chi non vogliamo. Ci diamo completamente per cause perse in partenza. Piangiamo tanto per le cause che ci avevano detto, avremmo perso in partenza.
Non so dove voglio andare a parare. Più che una digressione sulle donne, direi che è una digressione per un nuovo amico. Vorrei fargli capire che spesso il problema siamo noi. Non esistono ragazzi cattivi. Nasciamo tutti buoni. Poi all'improvviso qualcosa si rompe. Diventiamo diversi. Diventiamo (o ci convinciamo di essere) ciò che non siamo.
Non voglio credere che quel poco che ho visto e che ho apprezzato, sia solo un riflesso. Io so per certo che è vero. Chi è uno stronzo non accetta orsetti di skype. A chi è cattivo non diventano gli occhi lucidi davanti alla macchinetta del caffè. O forse era la febbre che saliva?!
Chi è cattivo non preserva gli altri. Chi è cattivo se ne frega degli altri.
Vorrei fargli capire che non è uno stronzo, ne tanto meno quella bestia che pensa di essere. Forse, quando quel qualcosa si è rotto, ha semplicemente cominciato a farsi crescere le spine anche lui. Per esigenza. Per auto-conservazione. Perchè a volte è più semplice con le spine.
Vorrei poter essere stata più utile, ma non mi veniva su niente di intelligente o consolante da dire. Avrei semplicemente volute regalargli dal vivo quell'orsetto di skype...ma avevo paura di sporgermi troppo.
Spero almeno che questa follia che sto scrivendo serva a qualcosa.
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