giovedì 21 aprile 2011

Oggi ho il cuore di pietra.

Ci sono persone che ti entrano nel cuore e non se ne vanno. Anche dopo anni, loro restano lì. Occupano quello spazio tra l'affetto e il rispetto e non puoi fare a meno di dedicare loro almeno un pensiero al giorno.

Oggi ho il cuore di pietra. E' gonfio e pesa. Lo sento presente, lo sento che batte piano e poi corre all'impazzata. Lo sento avvolto in un vuoto che non volevo provare, non adesso. Anche se lo sapevo. Non lo volevo provare.
E invece è lì e mi divora dentro. Ho i pensieri che corrono, che tornano indietro a quando quel vuoto era riempito da immagini precise.
C'è il rimpianto di non averla più vista. C'è il dispiacere di non vederla più.
C'è tanto affetto per questa persona che volendo o no, ha segnato la mia vita da adolescente, aiutandomi a plasmare la persona che sono ora.
La tengo stretta nella mia mente, nel mio cuore. Non la lascio andare nemmeno ora. Soprattutto ora.
Continuerò a tenerla con me, perchè ormai e lì e non voglio che se ne vada.

lunedì 21 marzo 2011

Nessuno si salva da solo


Avrei voluto salvarli tutti.
Solo leggendo lo stralcio di dialogo riportato sul retro del libro. Già da lì, con gli occhi gonfi, avrei voluto risollevare le loro sorti.
Per tutte le 189 pagine ho sperato che fosse data loro una seconda possibilità, una nuova chance per ricostruire tutto, per raccogliere i pezzi e riattaccare i cocci.
Mi sono sentita chiamata in causa, coinvolta indirettamente. Non perchè stessi vivendo la loro stessa situazione, ma perchè ho avuto paura che potesse succedere anche a me.
Mi ha aperto gli occhi. Mi ha fatto promettere a me stessa che io sarei stata capace di meglio; che mi sarei aggrappata con le unghie e con i denti alla mia storia e sarei riuscita a farla tornare a galla.
Io non avrei mollato.
Io non mollerò.

mercoledì 2 marzo 2011

Manca.

Manca l'aria oggi. A tratti manca la terra sotto i piedi. Manca la voglia di fare. Manca la voglia di pensare e di ragionare. Manca la voglia di pensare di ricominciare. Sempre ricominciare. Sono stanca al solo pensiero.

giovedì 16 dicembre 2010

Il comodino nasconde ma non dimentica

Ho fatto ordine nel mio cassetto. Ci ho trovato tante di quelle cose che non ricordavo...
Ho trovato lettere scritte e non consegnate; lettere consegnate ma di cui non ho avuto mai risposta; lettere ricevute e ben conservate perchè segno di un rapporto che continua a vivere.
C'erano foto sviluppate e mai attaccate; biglietti di auguri, di congratulazioni e di incoraggiamento per il futuro.
C'è un mondo nel mio cassetto ed io spesso mi dimentico che esista. Ci metto le cose per non dimenticarle ma poi finisce che sono le prime ad essere accantonate. Finchè non arriva il giorno di pulizia (oggi appunto) e passi il tempo a rispolverarle una ad una.
Alcune mettono nostalgia: ci sono persone che per anni ho sentito vicinissime e che poi ad un tratto hanno smesso di girarmi intorno prendendo starde diverse. Altre sono semplicemente lontane, punto. E mi mancano e mi dispiace vederle così raramente perchè sono e sono state essenziali in determinati periodi della mia vita.
Di alcune non ho tracce materiali del loro passaggio e ringrazio il cielo di non averle perchè sarebbe pesante ritrovarle ogni volta.
C'è un sacchettino di juta con dentro un regalo: una minuscola agendina ed una penna, di quelle per bambine con l'acqua, i luccichini e dei delfini che nuotano. Sembra una cosa stupida o infantile o senza significato...ma sulla prima pagina di questa minuscola agenda c'è una dedica che in un giorno di estate di un anno fa, mi ha fatto capire quali siano le cose per le quali vale la pena lottare. Se ci penso, se rileggo la dedica, il periodo che stavo passando, ancora mi commuovo.

Non faccio ordine spesso nel mio cassetto, ma quando accade, mi mette sempre nella condizione di dire: "ok, questo è il caso di recuperarlo. Questo deve assolutamente continuare ad essere così com'è. Per questo invece è il caso di fare qualcosa per mantenerlo più vivo."

Buoni propositi per il nuovo anno, decisi leggermente in anticipo.

martedì 16 novembre 2010

Brief (or as well, breath?)

Ho ripreso a leggere.
Niente di nuovo: un libro che avevo letto in passato in inglese e che ora sto rileggendo in italiano (giusto per vedere se mi ero persa qualcosa di importante).
Niente non è! Erano mesi che un libro non svolgeva un ruolo attivo sul mio comodino, anzichè prendere polvere!

Sono in cerca. Mi sento un animale a caccia. Ma d'altronde, chi non lo è in questo periodo. Perciò cerco di viverla con filosofia. Quando ci riesco.

Il tempo rovina le cose. Il tempo logora i rapporti. Me ne sono resa conto ieri, ma ne avevo già il presentimento. Sì, puoi ritrovarti, puoi ricominciare a parlare, ma comunque dentro senti che qualcosa si è rotto e che c'è un pezzetto che manca. Può essere anche microscopico, ma senza quello, è tutto diverso.
Mi dispiace perchè ci tenevo tanto a questo riavvicinamento. Non avevo però considerato la mia reazione: io sto indubbiamente sulla difensiva. Per paura. Perchè non mi va di fare altrimenti. Io resto lì.

giovedì 7 ottobre 2010

In un pomeriggio di metà ottobre

Come se non fosse passato più di un giorno. Come se tutti quegli anni passati ad osservarci da lontano, non fossero mai esistiti. Niente lettere non lette. Niente messaggi fraintesi o non apprezzati. Come se niente fosse successo, ad un tratto, in un pomeriggio di metà ottobre, tutto sembra tornato come prima. Stesse risate, stessa complicità, nessun imbarazzo. Mi stupisco di quanto tutto sia adesso così semplice. Mi stupisco forse perchè ho ancora un po' paura. Non avrei la forza adesso di tentare tutto di nuovo da capo. Non ci penso perchè spero con tutta me stessa di non averne bisogno. Con tutta me stessa spero che le cose, da qui in avanti vadano solo in discesa.

martedì 21 settembre 2010

Pensiero del giorno

Io non so se sia veramente il destino che regola la vita delle persone. Forse dipende tutto semplicemente da noi: se siamo tenaci, se crediamo profondamente in qualcosa, alla fine la nostra vita e il suo corso si modellano secondo le nostre aspettative.
Quello che ho imparato fino a qui è che non bisogna mai darsi per vinti. Anche se il susseguirsi degli eventi lascia credere il contrario, dobbiamo sempre (anche solo nel profondo) lasciare una porta aperta. Mai lasciare che l'orgoglio ci riempa tutti! Mai pensare che quello sia l'unico modo di vedere la faccenda! Ho capito che se anche la più piccola parte di te pensa che valga la pena continuare a lottare, allora bisogna darle retta. Non dico che bisogna sposare una causa e farla diventare l'unica ragione di vita! Basta solo credere in silenzio, in segreto, che prima o poi le cose prenderanno il giusto verso, quello che speravi.