martedì 2 ottobre 2007

venerdì 28 settembre 2007

In equilibrio sul mondo


"...perché bisogna vivere come funamboli, lanciandosi in sogni e salti ed acrobazie, senza aver mai paura di cadere oltre quel filo che ci sorregge e che è la nostra vita..."


Anche io un giorno imparerò a vivere così.
Imparerò a seguire gli istinti, il cuore, senza che le barriere che la mia mente si è creata in quasi 22 anni di vita, ostacolino in qualche modo le mie decisioni.
Imparerò a mirare in alto, liberandomi poco a poco dal cuscino che mi tengo costantemente incollato dietro per attutire gli urti.
Se i rischi esistono forse c'è un motivo, forse vale la pena correrli qualche volta.
Imparerò a non sentirmi più così terribilmente piccola in confronto a tutto il resto.
Capirò qual'è il mio vero posto nel mondo e lo spazio che in esso occupo.
Forse un giorno imparerò a uscire dal guscio, a credere in me, in ciò che so fare.
Un giorno...
Oggi però voglio tornare a casa e accoccolarmi tra le braccia della mia fonte di sicurezza e lasciarmi cullare dalle sue parole, che mi ammaliano e mi proteggono.

Maxence Fermine, La Trilogia del Colore

Tre piccoli libri, tre colori, tre storie senza tempo.
O forse ognuna di esse ha il tempo, il luogo che ognuno di noi vuole attribuirgli.
Tre poesie, tre sogni, tre vicende ricche di speranze a simboleggiare la metafora della vita.
Uno stimolo per continuare (o ricominciare) a credere nei sogni.


"La tua opera, Johannes... prima di scriverla dovresti viverla.'
"E vero," disse Johannes. "Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile."
"Eppure io so come rendere interessante la tua vita."
"Ah sì? E come?"
"Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto."
"E dov'è, questa parte di sogno?"
"Un po' dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!"
In una Venezia settecentesca, silenziosa ma al tempo stesso satura di voci, di echi che sorgono dalle profondità della coscienza e dei desideri che vi si annidano come incancellabili fantasmi, questo nuovo, piccolo grande romanzo di Maxence Fermine si presenta come un inno alla voce della Donna, quella voce che può incantare e bruciare la vita di un uomo e fargli capire, nel momento del rischio estremo, che amore, femminilità e musica sono una sola cosa, che ha nome Assoluto.

"Egli cerca in ogni cosa l'oro della vita, ossia la bellezza, la magia, il colore caldo del sole, ed è incantato dalle api che possono morire d'amore per un fiore."
Una grande favola e un grande romanzo di formazione che esalta i valori della semplicità e della purezza, come in un apologo degli antichi maestri di vita.


" e si amarono l'un l'altro sospesi su un filo di neve"
Questo è un libro che con la delicatezza di una metafora tutta bianca ci vuole spiegare che il coraggio è linfa vitale per i sogni, e che i sogni lo sono della vita. E che bisogna volteggiare e planare e volare, in qualche modo, per esser vivi davvero. Anche a costo di stancarsi. Anche a costo di cadere.Ed indipendentemente dalla metafora che ne è il cuore, la storia che questo libro racconta è una storia semplice e bellissima.
(recensione di Serena Maiorana)

Lawrence Beck

(Cascadilla III,NY 2005)
Photographer.
Born: 1962, New York, NY.
Lives and works in New York.

Lee Miller


"Lee Miller (1907-1977) collaboratrice e poi compagna di Man Ray, fotografa per Vogue, tra le prime fotogiornaliste del secolo, nonché icona di glamour.
Con il proprio obiettivo ha messo in luce gli episodi più cupi e socialmente dolorosi della storia del Novecento e ha ritratto molti dei più grandi artisti e geni creativi dell'epoca.
In oltre quarant'anni di carriera, Lee Miller non perse mai la propria prospettiva surrealista, guardando istintivamente al mondo con gli occhi di un pittore.
Con il suo gusto per gli accostamenti spesso sconvenienti di realtà solo apparentemente lontane e inconciliabili, la Miller ha scardinato un comune senso del vedere generando "spostamenti di senso", déplacements, in un'inattesa visione che, contraddicendo molte certezze, ne amplifica i possibili significati."