venerdì 28 settembre 2007

Lee Miller


"Lee Miller (1907-1977) collaboratrice e poi compagna di Man Ray, fotografa per Vogue, tra le prime fotogiornaliste del secolo, nonché icona di glamour.
Con il proprio obiettivo ha messo in luce gli episodi più cupi e socialmente dolorosi della storia del Novecento e ha ritratto molti dei più grandi artisti e geni creativi dell'epoca.
In oltre quarant'anni di carriera, Lee Miller non perse mai la propria prospettiva surrealista, guardando istintivamente al mondo con gli occhi di un pittore.
Con il suo gusto per gli accostamenti spesso sconvenienti di realtà solo apparentemente lontane e inconciliabili, la Miller ha scardinato un comune senso del vedere generando "spostamenti di senso", déplacements, in un'inattesa visione che, contraddicendo molte certezze, ne amplifica i possibili significati."

mercoledì 26 settembre 2007

Frattali




Un frattale è un oggetto geometrico che può essere diviso in parti, ognuna delle quali è simile all'oggetto originale. I frattali sono considerati come aventi dettaglio infinito, e sono in genere auto-simili ed indipendenti dalla scala. Il termine frattale venne coniato nel 1975 da Benoît Mandelbrot, e deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine "frazione"; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione frazionaria.

lunedì 24 settembre 2007

Sirio Bellucci

Ci sono dei tubi arrugginiti. C’è un ragazzo che aspetta che “qualcosa di brutto passi via veloce”.
Un’attesa. E nell’attesa questo ragazzo comincia a grattare sui tubi, disegnando figurette femminili. Cos’è, un film? Magari lo fosse, magari lo fosse stato. C’era la guerra al momento di quei graffiti dell’attesa. Seconda guerra mondiale.
“Ho iniziato così, in questo modo, a scoprire il piacere del disegno”, racconta Sirio Bellocci.

Dai graffi sui tubi ai graffi su tele c’è la distanza di parecchi anni, ma il filo dell’arte lega tutto.

Sirio Bellucci.
Artista fabrianese, lungamente attivo a Roma.
La sua arte è nota per l'intensa espressività poetica.


venerdì 21 settembre 2007

Through its eyes


E' venerdì, sono le 17,33 e io sono stanca stanca stanca.
La voglia sotto le scarpe, la testa un pallone aerostatico e i pensieri completamente da un' altra parte.
Quasi quasi mi viene voglia di andare a casa.
Quasi quasi mi viene voglia di mettermi sotto le coperte e staccare il cervello.
Quasi quasi vorrei essere un gatto.
Non pensa a niente, il gatto.
Mangia e dorme, il gatto.
L'unico problema che ha è stare attento a non finire sotto una macchina...Se poi ha pure una casa, il problema non sussiste.
Il gatto non si sofferma a ragionare sulle cose, il gatto osserva.
Osserva il mondo, la vita che lo circonda e che lo coinvolge solo passivamente.
E' indifferente chi lo accarezza: basta che ci sia una mano a scompigliargli il pelo.
Ecco, io vorrei essere un gatto solo per lasciarmi coccolare ogni volta che faccio capolino dalla finestra; fare le fusa, strusciarmi un pò e poi riprendere il mio viaggio senza pensare troppo a chi ho appena lasciato.
Senza dover dipendere fisicamente, emotivamente e mentalmente da chi resta.

martedì 18 settembre 2007

Bacio all'Hotel de Ville


Spesse volte pensiamo di poter controllare l’Amore.
E, in quel momento, ci sorprendiamo a porci una domanda del tutto inutile: "ne vale davvero la pena?"

L’Amore non rispetta questa domanda. L’Amore non si lascia valutare come una merce.
Uno dei personaggi dell’opera "La buonanima di Setzuan", di Bertold Brecht, ci parla del vero dono di se stessi:
"Voglio stare insieme alla persona che Amo.
Non voglio sapere quanto questo mi costerà.
Non voglio sapere quanto questo sarà un bene o un male per la mia vita.
Non voglio sapere se questa persona mi Ama o no.
Tutto ciò di cui ho bisogno, tutto ciò che voglio, è stare accanto alla persona che Amo."
(P. Coelho)

venerdì 14 settembre 2007


Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana,
si spulcia i capelli alla luna.
Il cielo d'Irlanda e' un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino e' leggero.
Il cielo d'Irlanda e' un enorme cappello di pioggia,

e' un bambino che dorme sulla spiaggia.
Il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare piu' del vero.
Il cielo d'Irlanda e' una donna che cambia spesso d'umore,

e' una gonna che gira nel sole.
Il cielo d'Irlanda e' Dio che suona la fisarmonica,
si apre e si chiude con il ritmo della musica.
(Fiorella Mannoia, Il cielo d'Irlanda)

mercoledì 12 settembre 2007

Hey, that's no way to say goodbye


Dormi.
Dimentica i giorni, i mesi, le stagioni.
Dimentica gli anni, dimentica il tempo.
Sogna.
Inventa colori, emozioni, sguardi distratti.
Inventa nuove vite, inventa mondi di fiaba.
Non aprire gli occhi sulla realtà.
Lascialo fuori, quest'angolo di inferno balordo.
Non permetterò che turbi la pace del tuo sonno arreso.
Resta nel tuo rifugio onirico.
Il male non oserà infrangere lo scudo delle tue palpebre chiuse.
Nessun dolore disturberà la quiete di una fata bambina.
Tieni stretta la tua visione immaginifica.
Abbracciami, nei tuoi sogni dolci e lontani.
E non avremo mai bisogno di dirci addio.
(Drabble di Valentina Busco Mei)