
E' venerdì, sono le 17,33 e io sono stanca stanca stanca.
La voglia sotto le scarpe, la testa un pallone aerostatico e i pensieri completamente da un' altra parte.
Quasi quasi mi viene voglia di andare a casa.
Quasi quasi mi viene voglia di mettermi sotto le coperte e staccare il cervello.
Quasi quasi vorrei essere un gatto.
Non pensa a niente, il gatto.
Mangia e dorme, il gatto.
L'unico problema che ha è stare attento a non finire sotto una macchina...Se poi ha pure una casa, il problema non sussiste.
Il gatto non si sofferma a ragionare sulle cose, il gatto osserva.
Osserva il mondo, la vita che lo circonda e che lo coinvolge solo passivamente.
E' indifferente chi lo accarezza: basta che ci sia una mano a scompigliargli il pelo.
Ecco, io vorrei essere un gatto solo per lasciarmi coccolare ogni volta che faccio capolino dalla finestra; fare le fusa, strusciarmi un pò e poi riprendere il mio viaggio senza pensare troppo a chi ho appena lasciato.
Senza dover dipendere fisicamente, emotivamente e mentalmente da chi resta.